TUMORE AL SENO: LA DIAGNOSI PRECOCE NON DEVE PIÙ ASPETTARE: L’appello congiunto delle associazioni pazienti e delle società scientifiche

TUMORE AL SENO: LA DIAGNOSI PRECOCE NON DEVE PIÙ ASPETTARE:

Anche se il COVID-19 ha catalizzato l’attenzione di tutti negli ultimi mesi, non bisogna dimenticare che esistono altre patologie non meno pericolose per la vita. L’anticipazione diagnostica del tumore al seno è la prima strategia per ottenere le maggiori probabilità di guarigione: se si vuole salvaguardare la sopravvivenza delle oltre 53.500 donne che ogni anno si ammalano in Italia, lo screening mammografico e le attività della diagnostica senologica devono riprendere al più presto a pieno regime su tutto il territorio nazionale. Europa Donna Italia, movimento per i diritti alla prevenzione e alla cura del tumore seno, Incontra Donna onlus, l’Associazione Nazionale Donne Operate al Seno, la Federazione delle Associazioni di Volontariato in Oncologia, il Gruppo Italiano Screening Mammografico, la Sezione di Senologia della Società Italiana di Radiologia Medica ed Interventistica, l’Associazione Italiana di Oncologia Medica e l’Associazione Italiana Tecnici di Radiologia Senologica e Senonetwork lanciano l’allarme sui ritardi nella ripresa delle attività di screening per la diagnosi precoce del tumore al seno e rivolgono un duplice appello, alle Istituzioni e alle donne, affinché non si perda ulteriore tempo prezioso: un intervallo prolungato tra la mammografia di screening, la conferma diagnostica e l’inizio delle terapie rischia infatti di peggiorare la prognosi.

ALLE ISTITUZIONI REGIONALI E NAZIONALI: NON FATE PASSARE ALTRO TEMPO!

Premessa: Lo screening, in quanto parte dei Livelli Essenziali di Assistenza deve essere riattivato tempestivamente e in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale.

Alle Regioni si chiede, in linea con le raccomandazioni dell’Osservatorio Nazionale Screening, di:
▪ ripristinare ovunque lo screening mammografico al più presto, almeno entro l’estate, e la regolare attività dei centri di diagnostica senologica clinica
▪ garantire la sicurezza delle donne e degli operatori sanitari, anche riorganizzando le attività con gli adeguati distanziamenti temporali e spaziali, e sempre all’interno di strutture di radiologia senologica con adeguati standard di qualità
▪ stabilire le priorità in base ai livelli di rischio individuale e all’invio già effettuato della lettera di invito
▪ informare le donne con una adeguata campagna di comunicazione. Al Ministero della Salute si chiede di vigilare affinché l’accesso a questo essenziale livello di assistenza sia garantito a tutte le donne residenti sul territorio nazionale e di collaborare con le Regioni affinché lo screening mammografico riprenda rapidamente, nel rispetto degli standard di qualità e sicurezza e dei requisiti organizzativi, strutturali e di personale previsti dalla normativa nazionale.

ALLE DONNE: SIATE CONSAPEVOLI CHE RITARDARE LE DIAGNOSI PUÒ PORTARE SERIE CONSEGUENZE PER LA VOSTRA SALUTE!

Premessa: La diagnosi precoce è un diritto di tutte le donne e può salvare la vita. Tutte possono rivolgersi con fiducia ai Centri di Senologia di riferimento in cui si svolgono i programmi di screening e dove sono stati attivati protocolli specifici per la protezione dal contagio da Covid-19. Non si può più aspettare, il tumore al seno si batte sul tempo.

Alle donne raccomandiamo:
▪ di richiedere una mammografia di screening al più presto se non hanno risposto all’invito, spontaneamente o a causa della sospensione dell’attività di screening, possibilmente entro tre mesi dalla data del controllo non eseguito
▪ di confermare l’appuntamento o di chiederne uno nuovo, se avevano o hanno un appuntamento programmato o da programmare per approfondimento diagnostico
▪ di richiedere subito, tramite impegnativa rilasciata dal proprio medico di medicina generale, un accertamento radiologico e diagnostico se hanno sintomi di un possibile tumore (nodulo palpabile, retrazione della cute o del capezzolo, pelle a buccia d’arancia, secrezione dal capezzolo)
▪ di richiedere una mammografia entro un anno e tre mesi dal precedente controllo se, a conclusione delle terapie per un precedente tumore al seno, sono state inserite in un programma di follow-up.

Download L’appello congiunto delle associazioni pazienti e delle società scientifiche

Screening mammografico e CoVid-19: raccomandazioni AITeRS-FASTeR

Il documento “Screening mammografico e Covid-19”, prodotto in collaborazione con FASTeR, Federazione delle Associazioni Scientifiche dei TSRM, vuole definire e revisionare gli aspetti logistici e organizzativi, nonché le misure di sicurezza, nell’ottica della ripresa dell’attività di screening mammografico con l’avvio della cosiddetta “Fase 2”.

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Raccomandazioni ONS per la riapertura dei programmi di screening

Nelle scorse settimane l’Osservatorio Nazionale Screening ha mantenuto un confronto serrato con i referenti regionali dei programmi per agevolare l’adozione di comportamenti consensuali con cui far fronte alle sfide che l’epidemia da virus SARS-CoV 2 pone alla prevenzione oncologica. Alcuni contributi al dibattito sono disponibili sul sito dell’Osservatorio.
All’esacerbarsi dell’epidemia, le Regioni e le Province autonome hanno cautelativamente sospeso l’erogazione del primo livello dando priorità alle azioni di contenimento del contagio e alla sicurezza delle persone (utenti e operatori). A due mesi dall’inizio dell’epidemia sul territorio nazionale, e alla luce delle conoscenze acquisite sulle modalità di contagio e di contenimento, non pare immaturo avviare un ragionamento sulla ripresa dei programmi. Se questa epidemia ci dovrà far riflettere sull’assistenza erogata dal Sistema Sanitario Nazionale gli screening oncologici, che rientrano tra i LEA ai sensi del DPCM del 12.01.2017 e che hanno per prerequisito le prove di efficacia (pur continuamente messe in discussione e riverificate), sono a pieno titolo attività da riprendere tempestivamente. La ripartenza dei programmi dovrà innanzitutto tenere conto dell’esigenza di operare in completa sicurezza sia per gli operatori che per gli utenti.

Raccomandazioni ONS per la riapertura dei programmi di screening

Protocollo triregionale TSRM

Sono disponibili i primi risultati dell’applicazione del “Protocollo di valutazione della qualità tecnica dell’esame mammografico” da parte dei Gruppi Tsrm di Veneto e Liguria, oltre che una selezione dei risultati raggiunti in Emilia-Romagna.
Approvato proprio in Emilia-Romagna nel 2017 dopo una lunga sperimentazione, il Protocollo si presenta oggi come uno strumento efficace in ambito senologico, a livello formativo e di monitoraggio della qualità tecnica dell’immagine radiografica, con l’obiettivo di omogeneizzare verso l’alto i livelli qualitativi delle prestazioni tecniche in mammografia.

Core Curriculum del Tecnico Sanitario di Radiologia in Senologia – Protocollo di valutazione della qualità tecnica dell’esame mammografico

il Tecnico Sanitario di Radiologia Medica che opera in senologia non può esimersi dal garantire sia un elevato standard qualitativo delle prestazioni  la loro omogeneità sul territorio; ciò richiede formazione dedicata, training, ma anche validi strumenti di verifica, valutazione e miglioramento continuo.In quest’ottica, ti segnaliamo due contributi nati dalla cooperazione tra i colleghi esperti del settore. Entrambi rappresentano una solida base per omogeneizzare i livelli qualitativi delle prestazioni tecniche in mammografia, per definire strumenti di valutazione affidabili, nonché per garantire elevati standard di performance professionale e formativa.

1. Frutto di anni di lavoro del gruppo TSRM della Regione Emilia Romagna (coordinato dalla collega Vania Galli), è stato editato e pubblicato nella sezione Salute del sito Internet della Regione il Protocollo di valutazione della qualità tecnica dell’esame mammografico

2. Senonetwork, la rete dei centri italiani di senologia, ha pubblicato il Core Curriculum del Tecnico Sanitario di radiologia in Senologia, frutto del lavoro del gruppo di lavoro TSRM (coordinato dal collega Stefano Pacifici), che si propone di creare il coordinamento e l’armonizzazione delle proposte formative post base per i TSRM orientati a svolgere la propria attività presso centri di senologia.

 

Presa di posizione del Gruppo Italiano per lo Screening Mammografico sui centri di senologia multidisciplinari

Pubblichiamo un documento che riporta una presa di posizione del GISMa sulla questione dei Centri di senologia multidisciplinari (o Breast units). Esso chiede uno sforzo collettivo teso a rilanciare il processo di creazione dei Centri di Senologia, per i quali il GISMa si riconosce nel modello proposto dall’EUSOMA e nei quali i programmi di  screening mammografico, multidisciplinari per definizione, devono essere pienamente integrati come servizio senologico essenziale.

http://www.gisma.it/documenti/documenti_gisma/documentoGISMaBU.pdf